Sintesi: Certificazione di conformità EAC
- Che cos'è il Certificato EAC? L'attestazione ufficiale di conformità obbligatoria per l'esportazione e la vendita nei Paesi dell'Unione Economica Eurasiatica — UEE (Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia e Kirghizistan).
- Quando è obbligatorio? È indispensabile prima dell'immissione sul mercato, dello sdoganamento o della messa in servizio dei prodotti nel territorio doganale dell'UEE.
- Requisiti per il richiedente: I produttori che non hanno sede legale nell'UEE devono nominare contrattualmente un rappresentante autorizzato (mandatario) residente nell'Unione.
- Certificato EAC o Dichiarazione EAC: La forma di attestazione (certificazione rilasciata da un organismo accreditato o dichiarazione di conformità) è determinata rigorosamente dalla categoria del prodotto e dai regolamenti tecnici applicabili.
- Tempi di rilascio: Circa 2–3 settimane per merci standard e 6–12 settimane per impianti industriali e linee complesse.
- Costi: Le tariffe variano in base alla complessità dei collaudi, ai regolamenti tecnici (TR CU) e alla documentazione tecnica disponibile. Il Certificato EAC per macchinari industriali parte da circa 2.500 euro; il Certificato EAC Ex (ATEX) parte da circa 3.500 euro.
- Prossimi passi: Inviateci una descrizione tecnica del prodotto e la voce doganale (codice HS / voce doganale) per una valutazione preliminare e un preventivo personalizzato.
Che cos'è il Certificato EAC e quando è richiesto?
Il Certificato EAC dell'Unione Economica Eurasiatica (UEE) è il documento ufficiale che attesta la conformità di un prodotto ai requisiti di sicurezza armonizzati stabiliti dai Regolamenti Tecnici dell'Unione (TR CU / TR EAEU). Il sistema si ispira strutturalmente al modello delle direttive europee per la marcatura CE, subentrando ai preesistenti schemi tecnici russi di certificazione TR e alle norme nazionali GOST-R. L'acronimo EAC sta per Eurasian Conformity.
L'ottenimento di un Certificato EAC o di una Dichiarazione EAC è legalmente vincolante per tutte le merci elencate nel Registro unico dei prodotti soggetti a valutazione obbligatoria, istituito con la Risoluzione n. 620 della Commissione dell'Unione Doganale del 7 aprile 2011. Senza tali documenti registrati, le merci non possono essere sdoganate, importate né commercializzate all'interno dell'Unione.
I prodotti che non rientrano nei regolamenti tecnici eurasiatici comuni restano soggetti alle procedure di conformità nazionali dei singoli Stati membri (ad es. GOST R per la Russia o GOST K per il Kazakistan). Per i fabbricanti e gli esportatori italiani ed europei è fondamentale verificare in anticipo l'inquadramento doganale delle merci per scongiurare fermi doganali e pesanti rischi sanzionatori.
In quali Paesi è valido il Certificato EAC?
L'Unione Economica Eurasiatica (UEE) è un'unione doganale ed economica formata da cinque Stati: Bielorussia, Russia, Kazakistan, Armenia e Kirghizistan. Il territorio dell'Unione costituisce una zona di libero scambio priva di barriere doganali interne, disciplinata da una tariffa doganale comune.
I beni provvisti di valida certificazione EAC circolano liberamente nell'intero territorio dell'UEE senza richiedere ulteriori autorizzazioni tecniche nazionali come GOST-R o TR.
I certificati possono essere rilasciati esclusivamente da organismi di certificazione indipendenti formalmente accreditati da uno Stato membro dell'UEE, conformemente allo standard internazionale GOST ISO/IEC 17065:2012 (Requisiti per organismi che certificano prodotti, processi e servizi).
Quali informazioni contiene un Certificato EAC?
Il Certificato emesso su modulo ufficiale antifalsificazione contiene i seguenti dati identificativi:
- Ragione sociale e indirizzo del fabbricante (es. costruttore italiano/europeo)
- Ragione sociale e recapiti del rappresentante autorizzato locale
- Denominazione commerciale, modello e matricola dei prodotti certificati
- Codice doganale unificato (voce doganale TN VED / codice HS)
- Regolamenti tecnici applicati (TR CU / TR EAEU) e norme di riferimento
- Dati dell'organismo di certificazione e del laboratorio di prova accreditato
- Numero del verbale di prova (test report)
- Periodo di validità (data di rilascio e scadenza)
- Numero di registrazione univoco nel registro statale unificato
I certificati hanno pari efficacia legale in tutti gli Stati membri dell'Unione e possono avere una validità estesa fino a 5 anni. Tutti i certificati vengono inseriti nei registri telematici ufficiali consultabili dalle autorità doganali.
Che cos'è la Dichiarazione EAC?
La Dichiarazione EAC (o Dichiarazione di conformità eurasiatica) costituisce una procedura più snella ed economica rispetto alla certificazione. Attesta che i prodotti rispondono ai requisiti essenziali di sicurezza e compatibilità dell'UEE. A differenza del certificato, la dichiarazione non può mai essere richiesta direttamente da un costruttore con sede al di fuori dell'Unione: la legge stabilisce che il dichiarante sia obbligatoriamente una persona giuridica registrata nell'UEE. È pertanto indispensabile la nomina di un rappresentante autorizzato, ruolo che Schmidt & Schmidt assume tramite le proprie società partner in loco.
La dichiarazione ha la medesima validità giuridica del certificato ai fini dell'importazione e dello sdoganamento, ma si applica a classi di rischio differentemente classificate dalla Decisione n. 620.
Differenze tra Certificato EAC e Dichiarazione EAC
Il Certificato EAC attesta la rispondenza tecnica per mezzo dell'intervento diretto dell'organismo accreditato, che coordina le prove ed esegue l'audit di fabbrica, condividendo la responsabilità giuridica con il costruttore.
La Dichiarazione EAC è una dichiarazione di conformità sottoscritta dal richiedente, basata sul proprio fascicolo tecnico e su protocolli di laboratorio. La responsabilità civile e amministrativa della rispondenza ricade per intero sul dichiarante locale.
| Parametro | Certificato EAC | Dichiarazione EAC |
|---|---|---|
| Richiedente ammissibile | Fabbricante, importatore o rappresentante autorizzato nell'UEE | Solo impresa o mandatario con sede nell'UEE |
| Classificazione del prodotto | Eseguita dall'organismo di certificazione | Eseguita dal richiedente (sotto propria responsabilità) |
| Prove di conformità | Protocolli di prova emessi esclusivamente da laboratori accreditati UEE | Protocolli di laboratori accreditati o documentazione probatoria propria |
| Assicurazione della qualità | Audit di produzione obbligatorio in fabbrica o certificazione ISO 9001 | Valutazione interna a carico del fabbricante |
| Formato del documento | Modulo ministeriale ufficiale protetto contro le falsificazioni | Stampa su carta intestata standard (foglio A4) |
| Registrazione | A cura dell'organismo di certificazione accreditato | Telematica, a cura del richiedente o dell'organismo |
| Validità | Da 1 a 5 anni (per serie) o per singolo lotto | Da 1 a 5 anni a seconda del regolamento |
| Responsabilità legale | Condivisa tra organismo accreditato e richiedente | Interamente a carico del richiedente / mandatario |
| Sorveglianza periodica | Ispezione annuale (audit / prove) dell'organismo | Non prevista |
Come si articola la procedura di certificazione EAC?
La certificazione EAC è un processo strutturato e rigoroso, concepito per verificare che i macchinari e i manufatti industriali garantiscano i massimi livelli di sicurezza per le persone, gli impianti e l'ambiente. Per le aziende esportatrici italiane, il processo può presentare complessità documentali e burocratiche significative.
Tutte le procedure operative si fondano sul quadro normativo comunitario dell'UEE, in sinergia con la Legge Federale n. 184-FZ «Sulla regolamentazione tecnica» e con lo standard GOST 31893-2012 (Sistemi di standardizzazione nella valutazione della conformità).
A differenza della dichiarazione, il rilascio del certificato comporta il campionamento, i test di laboratorio e l'ispezione dello stabilimento di produzione per la serie. Una volta registrato nel portale statale FSIS, il documento acquisisce validità legale immediata.
Le 9 fasi dell'iter di certificazione EAC
In base alla natura della fornitura (produzione di serie o singola commessa), l'iter si suddivide nelle seguenti tappe operative:
- Fase 1: Domanda di certificazione – Deposito dell'istanza formale presso l'organismo di certificazione accreditato.
- Fase 2: Esame documentale – Verifica specialistica del fascicolo tecnico, dell'analisi dei rischi e dei manuali tecnici.
- Fase 3: Selezione dello schema – Determinazione dello schema di certificazione idoneo (ad es. 1C, 3C o 9C) in base al tipo di produzione.
- Fase 4: Campionamento – Selezione dei campioni rappresentativi conformemente alla voce doganale.
- Fase 5: Collaudi di laboratorio – Esecuzione dei test presso un laboratorio accreditato nell'UEE.
- Fase 6: Ispezione in fabbrica (Audit) – Audit del sito produttivo per la produzione in serie.
- Fase 7: Emissione e registrazione – Rilascio del certificato cartaceo e registrazione nella banca dati statale unificata.
- Fase 8: Marcatura EAC – Apposizione del logo EAC sui prodotti, sulle targhette identificative e sugli imballaggi.
- Fase 9: Sorveglianza periodica – Ispezione annuale di mantenimento per i certificati di serie con validità pluriennale.
Definizioni operative delle modalità di fornitura
Produzione in serie: Certificazione per forniture continuative su un arco temporale da 1 a 5 anni. Comporta l'audit dello stabilimento e controlli di sorveglianza periodici.
Partita / Lotto (Batch): Insieme definito e quantificato di articoli con medesima designazione, destinato a uno specifico contratto commerciale o fattura doganale.
Unità di prodotto singola: Singolo pezzo o macchinario specifico individuato tramite matricola di fabbrica.
La terminologia ufficiale e le nozioni giuridiche sulla valutazione di conformità sono sancite dallo standard GOST 31894-2012 — Termini e definizioni nel campo della conformità.
1. Chi può presentare la domanda di certificazione nell'UEE?
L'istanza può essere formalmente depositata unicamente da una società avente sede legale nel territorio dell'UEE. Un'azienda italiana o comunitaria non ha facoltà di inoltrare la richiesta a proprio nome; deve affidarsi a un rappresentante autorizzato (mandatario) situato in uno dei Paesi membri dell'Unione.
Il mandatario agisce quale interfaccia legale del costruttore estero nei confronti delle autorità di controllo e degli organismi notificati, garantendo che i beni importati rispettino le normative tecniche cogenti.
2. Quali documenti tecnici sono necessari per la certificazione?
Per avviare la procedura occorre predisporre il fascicolo tecnico in lingua russa (o tradotto). I documenti base includono:
- Domanda di certificazione: Atto formale inoltrato tramite il mandatario locale.
- Descrizione tecnica dettagliata: Dati di targa, schede tecniche, destinazione d'uso.
- Codice di voce doganale (codice HS): Per la corretta classificazione merceologica.
- Manuale d'uso e manutenzione in lingua russa: Requisito obbligatorio con istruzioni di montaggio e prescrizioni di sicurezza.
- Disegni tecnici ed elaborati: Schemi elettrici, pneumatici, disegni d'assieme.
- Passaporto Tecnico (Technical Passport): Documento normalizzato riepilogativo di prestazioni, parametri operativi, limiti di sicurezza e tracciabilità dei materiali.
- Giustificazione di Sicurezza (Justification of Safety): Analisi del rischio e fascicolo di sicurezza espressamente richiesto da regolamenti quali il TR CU 010/2011 (Macchine).
- Certificazioni preesistenti: Certificati ISO 9001, rapporti di collaudo CE o attestazioni di prova europee.
3. Schemi di certificazione EAC
Ciascun regolamento tecnico stabilisce gli schemi di certificazione ammessi, analoghi ai moduli di conformità europei previsti dalla Decisione 768/2008/CE:
| Schema | Prove sui prodotti | Audit di fabbrica | Sorveglianza | Ambito di applicazione | Documento emesso |
|---|---|---|---|---|---|
| 1C | Prova su campioni di tipo | Audit dello stabilimento | Ispezione annuale (campioni e/o audit) | Produzione di serie; costruttore estero con mandatario locale | Certificato EAC per produzione di serie |
| 2C | Prova su campioni di tipo | Certificazione del sistema SGQ (ISO 9001) | Verifica del sistema di gestione della qualità | Come schema 1C | Certificato EAC per produzione di serie |
| 3C | Prova su campioni della partita | Non previsto | Non prevista | Lotto o commessa contrattuale specifica | Certificato EAC per partita/contratto |
| 4C | Prova su ogni singola unità | Non previsto | Non prevista | Unità singola di prodotto | Certificato EAC per unità singola |
| 9C | Analisi approfondita del progetto tecnico | Non previsto | Non prevista | Macchinari e impianti complessi per committenti dell'UEE | Certificato EAC per produzione di serie |
4. Selezione e spedizione dei campioni
Sulla scorta dell'analisi documentale, l'organismo formalizza la delibera specificando il numero di campioni richiesti per i collaudi distruttivi o funzionali. La spedizione dei campioni commerciali verso i laboratori accreditati deve seguire una procedura doganale dedicata. La nostra guida su come selezionare e spedire campioni per prove EAC illustra i requisiti doganali corretti per evitare contestazioni in frontiera.
5. Prove di laboratorio ed esami tecnici
I test di laboratorio verificano la corrispondenza dei prodotti ai parametri di sicurezza fissati dagli standard interstatali GOST armonizzati con i regolamenti TR CU. Nella certificazione EAC, i campioni devono essere affidati al laboratorio accreditato per il tramite esclusivo dell'organismo di certificazione notificante.
Gli esiti dei collaudi confluiscono nel Protocollo di prova ufficiale (Test Report), elemento probatorio primario su cui si basa l'emissione del certificato.
6. Quando è richiesto l'audit ispettivo in fabbrica?
Per la certificazione con validità pluriennale di prodotti fabbricati in serie, i regolamenti tecnici prescrivono l'esecuzione di un audit ispettivo presso lo stabilimento di produzione del costruttore (on-site). Gli ispettori dell'organismo accreditato verificano la costanza qualitativa del processo produttivo secondo i criteri dello standard GOST-R 54293-2010.
7. Registrazione e rilascio del Certificato EAC
A seguito dell'esito positivo delle prove e dell'audit di fabbrica, l'organismo genera il certificato e lo registra telematicamente nella banca dati ufficiale di stato dell'UEE (FSIS). La validità legale decorre dal momento esatto dell'iscrizione nel registro elettronico.
8. Obblighi di apposizione del marchio EAC
I prodotti certificati devono obbligatoriamente recare il marchio grafico EAC prima dell'immissione sul mercato. Il marchio certifica agli organi doganali e all'utilizzatore finale il rispetto delle norme tecniche dell'Unione.
Le prescrizioni grafiche e dimensionali sono fissate dalla Decisione della Commissione dell'Unione Doganale n. 711 del 15 luglio 2011. L'importazione e la vendita di beni privi del logo EAC sono sanzionate con il blocco doganale e il divieto di vendita.
9. Ispezione di sorveglianza periodica (Surveillance Audit)
Per i Certificati EAC di serie (con validità da 1 a 5 anni), la legislazione prevede un'ispezione di sorveglianza a cadenza annuale. L'organismo verifica che il fabbricante mantenga inalterati gli standard produttivi approvati. Il mancato superamento o il rifiuto dell'audit annuale comporta la revoca immediata del certificato dal registro statale.
Nota bene: La sorveglianza annuale è prevista solo per il Certificato EAC; la Dichiarazione EAC non prevede verifiche ispettive periodiche da parte di terzi.
Mandatario e rappresentante autorizzato nell'UEE
I costruttori italiani ed europei privi di una filiale locale nell'Unione Doganale non sono legittimati a richiedere direttamente il rilascio della documentazione. La designazione formale di un rappresentante autorizzato nell'UEE rappresenta una condizione preliminare cogente per l'accesso al mercato.
Il mandatario agisce quale intestatario della certificazione nei rapporti con gli enti di controllo, garantendo che i macchinari rispondano ai requisiti tecnici e assumendo la responsabilità giuridica della conformità.
Schmidt & Schmidt affianca gli esportatori europei assumendo il ruolo di mandatario autorizzato tramite un modello giuridico collaudato basato sul Kazakistan, Stato membro fondatore dell'UEE. Attraverso le nostre sedi operative in loco garantiamo che i processi di certificazione rispettino sia le norme tecniche eurasiatiche sia il rigoroso quadro sanzionatorio europeo e statunitense.
Sanzioni per violazione delle disposizioni di conformità
La vendita di manufatti sprovvisti di documentazione valida o con certificati non conformi è severamente sanzionata dalle normative doganali ed amministrative degli Stati membri. I provvedimenti contemplano il sequestro dei prodotti, ammende amministrative ingenti e, nei casi di compromissione della sicurezza o della salute pubblica, conseguenze penali. Consulta la nostra guida sulle sanzioni previste per violazioni delle norme di conformità EAC.
Impatto delle sanzioni UE e USA sulle certificazioni tecniche
Oltre alle disposizioni tecniche dell'UEE, le imprese manifatturiere italiane devono osservare scrupolosamente le misure restrittive e i pacchetti sanzionatori emanati dall'Unione Europea e dagli Stati Uniti. Tali restrizioni riguardano le esportazioni di beni industriali, tecnologie avanzate, componenti a duplice uso (dual-use) e i rapporti con entità o persone fisiche designate.
La situazione risulta particolarmente sensibile per le forniture destinate a Russia e Bielorussia. Spesso gli stessi enti di prova o partner tecnici locali possono figurare nelle liste sanzionatorie europee, rendendo illecita qualsiasi transazione o servizio di certificazione. Una certificazione formalmente perfetta dal punto di vista tecnico non offre alcuna protezione in caso di violazione delle norme europee sul controllo delle esportazioni.
Schmidt & Schmidt offre un percorso conforme e trasparente attraverso la propria struttura in Kazakistan. Essendo il Kazakistan membro a pieno titolo dell'UEE, i certificati e le dichiarazioni registrati dai nostri enti kazaki hanno piena efficacia su tutto il territorio dell'Unione. Il nostro dipartimento legale verifica la compatibilità di ogni commessa con i regolamenti UE in materia di sanzioni prima di iniziare l'iter tecnico.
Approfondisci le normative attuali nel nostro articolo dedicato a Certificazioni EAC nel contesto delle sanzioni internazionali.
Quanto tempo dura un Certificato EAC?
La durata di validità è definita dallo specifico Regolamento Tecnico applicabile (TR CU), dallo schema e dalla formula contrattuale adottata. Per le produzioni in serie, il certificato viene generalmente concesso per un periodo compreso tra 1 e 5 anni. Per le forniture su commessa singola (lotto o contratto), il certificato si applica esclusivamente ai quantitativi e ai numeri di serie indicati nel contratto di fornitura.
Confronto: Fornitura singola vs. Produzione in serie
| Criterio | Fornitura singola (su contratto) | Produzione in serie |
|---|---|---|
| Validità | Circoscritta alla specifica partita/lotto di fornitura | Periodo fisso, tipicamente da 1 a 5 anni |
| Collaudi di laboratorio | Campionamento circoscritto al lotto spedito | Prove di tipo secondo gli standard di norma |
| Audit di produzione | Raramente prescritto | Obbligatorio per la maggior parte dei macchinari di serie |
| Sorveglianza annuale | Non richiesta | Annuale per mantenere attivo il certificato |
| Idoneità commerciale | Impianti speciali, prototipi, forniture isolate | Forniture regolari, produzione continuativa e canali OEM |
Sospensione e revoca dei certificati EAC registrati
L'organismo accreditato o l'autorità di vigilanza possono sospendere temporaneamente o revocare in via definitiva un certificato nelle seguenti circostanze:
- Accordo formale tra costruttore e mandatario per cessazione della produzione del bene.
- Esito sfavorevole della verifica ispettiva di sorveglianza annuale.
- Mancata risoluzione nei termini prescritti delle non conformità rilevate durante l'ispezione.
- Rifiuto del richiedente di consentire o finanziare lo svolgimento della sorveglianza periodica.
- Modifiche sostanziali apportate al progetto costruttivo, ai componenti di sicurezza o ai processi produttivi senza preventiva notifica all'organismo emittente.
La delibera di sospensione o decadenza viene registrata senza indugio nella banca dati statale unificata e notificata per iscritto al richiedente entro tre giorni lavorativi.
Quanto costa la certificazione EAC?
I costi per l'ottenimento di un documento EAC non possono essere stabiliti con una tariffa forfettaria generica, poiché riflettono i parametri specifici del prodotto:
- Forma richiesta: Dichiarazione EAC o Certificato di conformità EAC.
- Regolamenti tecnici applicabili: Numero e tipologia di direttive TR CU pertinenti (ad es. TR CU 010 macchine, TR CU 004 bassa tensione, TR CU 020 compatibilità elettromagnetica).
- Caratteristiche costruttive: Numero di modelli, accessori, varianti e complessità meccanico-elettrica.
- Ambito delle verifiche: Prove di laboratorio distruttive/non distruttive, test CEM, sicurezza funzionale, audit di fabbrica.
- Completezza documentale: Stato del fascicolo tecnico, disponibilità di disegni e calcoli conformi agli standard GOST.
- Schema di spedizione: Lotto singolo o serie fino a 5 anni.
- Gestione campioni: Oneri di spedizione e sdoganamento campioni secondo le istruzioni di campionamento.
Indicativamente, la registrazione di una Dichiarazione EAC per macchinari standard parte da circa 1.500 euro. Il Certificato EAC per direttiva Bassa Tensione (TR CU 004/2011) parte da circa 2.500 euro, mentre per apparecchiature destinate ad atmosfere esplosive (Certificato EAC Ex) l'iter parte da circa 3.500 euro.
Quali sono i tempi di rilascio?
La durata complessiva dell'iter varia in funzione della classificazione del manufatto:
- Dichiarazioni di conformità: Da 5 a 10 giorni lavorativi in presenza di fascicolo tecnico pronto.
- Certificati per fornitura singola/partita: Da 2 a 3 settimane.
- Certificati di serie per impianti complessi: Da 6 a 12 settimane (inclusi i collaudi tecnici e l'audit dello stabilimento).
Quadro normativo e basi legislative dell'Unione
Il fondamento giuridico della conformità tecnica poggia sugli accordi internazionali che regolano l'Unione Economica Eurasiatica, tra i quali:
- Decisione della Commissione dell'Unione Doganale n. 319 del 18/06/2010 sui regolamenti tecnici nell'Unione.
- Accordo sui principi coordinati della regolamentazione tecnica del 18/11/2010.
- Decisione della Commissione n. 620 del 07/04/2011 con l'elenco unificato dei prodotti soggetti a controllo vincolante.
- Decisione n. 896 del 09/12/2011 sulle forme uniformi dei certificati di conformità.
Che cosa sono i regolamenti TR CU / TR EAEU?
Ad oggi sono stati emanati oltre 50 Regolamenti Tecnici all'interno dell'UEE, finalizzati a coprire tutti i settori dell'industria manifatturiera. I regolamenti TR CU (della precedente Unione Doganale) e TR EAEU (dell'Unione Economica Eurasiatica) svolgono una funzione del tutto comparabile alle Direttive e ai Regolamenti europei del Nuovo Approccio per la marcatura CE (come la Direttiva Macchine 2006/42/CE o la Direttiva Bassa Tensione 2014/35/UE).
Consulta gli approfondimenti: «Certificato TR CU o Certificato EAC: qual è la corretta denominazione?» e la nostra comparativa su «Differenze tra marcatura CE europea e marchio EAC».
L'iter di certificazione con Schmidt & Schmidt
Accompagniamo le aziende esportatrici lungo tutte le fasi della procedura, garantendo la totale rispondenza tecnica e la protezione legale dei canali commerciali: